L’ernia del disco può essere considerata una malattia professionale da parte dell’INAIL o un’invalidità civile da parte dell’INPS?

Vediamo insieme in quali casi, alla patologia di ernia discale può essere attribuito un punteggio di invalidità permanente e quale risarcimento o indennizzo viene riconosciuto al soggetto che ne soffre.

Che cosa è l’ernia discale?

I dischi intervertebrali sono quelle strutture fibrocartilaginee presenti tra i corpi vertebrali di due vertebre adiacenti. Consentono il movimento della colonna vertebrale e nel mentre compiono anche la funzione di ammortizzare i traumi che vengono trasmessi da una vertebra all’altra, sia per il peso sopportato, sia per le sollecitazioni derivanti dal movimento.

I dischi vertebrali sono caratterizzati da un nucleo polposo interno, di consistenza gelatinosa e da un rivestimento chiamato anello fibroso. In caso di rottura dell’anello fibroso, il nucleo può fuoriuscire provocando l’erniazione del disco.

L’ernia discale solitamente può verificarsi con il passare degli anni, a causa della perdita di elasticità dei legamenti che circondano il disco e ad una loro conseguente lesione.

Altre cause sono l’errata postura o il suo mantenimento nella stessa posizione per molte ore durante il giorno (ad esempio seduto davanti al computer o in piedi dietro ad un bancone), gli eventi traumatici (fratture e distorsioni, come ad esempio il colpo di frusta), il sollevamento scorretto di pesi e gli interventi chirurgici.

I sintomi di un’ernia discale sono dolori acuti all’altezza del collo o della schiena, a seconda della zona vertebrale interessata dall’erniazione (sacrale, lombare, dorsale o cervicale), che possono irradiarsi sugli arti (braccia, mani e gambe) attraverso i nervi coinvolti dalla rottura e che possono limitare i movimenti del soggetto e impedirgli ad esempio di mantenere per troppo tempo la stessa posizione.

Al dolore si possono associare altri sintomi come formicolii e intorpidimenti.

La cura consiste principalmente nel riposo e nella fisioterapia (massaggi, manipolazioni e trazioni) con l’assunzione di antinfiammatori e antidolorifici.

Nei casi più gravi, quando il paziente non risponde alla terapia per 5-6 mesi e non si assistono a segnali di miglioramento, diventa necessario l’intervento chirurgico per la rimozione dell’ernia

 

Come dimostrare l’ernia discale

Il paziente per certificare la patologia deve effettuare una visita specialistica per valutare lo stato della colonna vertebrale con l’ausilio di esami strumentali, come la risonanza magnetica e la tac, con i quali gli si potrà diagnosticare o meno un’eventuale ernia del disco.

Nel caso in cui si sospetti che l’ernia discale si sia verificata a causa dell’attività lavorativa svolta, ad esempio a causa di posture errate da mantenere nel corso della giornata oppure per il sollevamento manuale di carichi pesanti, il lavoratore danneggiato può fare richiesta all’INAIL per il riconoscimento della malattia professionale.

Sarà l’INAIL stessa, tramite perizia, a dover valutare un’eventuale riduzione della capacità lavorativa del lavoratore e a stabilire un’inabilità temporanea o un’invalidità permanente da malattia professionale qualora riscontri un nesso tra la patologia e l’attività professionale del lavoratore.

Sicuramente più facile ottenere un riconoscimento del nesso causale, nel caso in cui l’ernia sia stata provocata da un incidente subito sul posto di lavoro o durante il percorso che il lavoratore svolge per andare o tornare dal lavoro verso casa (il cosiddetto infortunio in itinere).

In questi casi il danneggiato deve comunicare immediatamente l’infortunio al proprio datore di lavoro; quest’ultimo è obbligato a provvedere al trasporto dell’infortunato presso il Pronto Soccorso e a comunicare l’infortunio all’INAIL, qualora la prognosi sia superiore a 3 giorni, escluso il giorno dell’incidente.

Il lavoratore danneggiato ha diritto ad ottenere da parte dell’INAIL diverse prestazioni in caso di infortunio sul lavoro, tra cui le cure riabilitative per i traumi subiti, l’esenzione dal ticket e la retribuzione per i giorni di lavoro persi.

 

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Assenza da lavoro per ernia discale

I dolori provocati da un’ernia discale, come abbiamo già precedentemente detto, possono essere particolarmente acuti, tali da impedire al soggetto di svolgere la propria attività lavorativa.

Il lavoratore dipendente per ottenere dei giorni di malattia per l’ernia del disco e potersi assentare così dal lavoro, deve recarsi dal proprio medico curante, il quale una volta stabilita l’entità della patologia emetterà un certificato di malattia, che sarà lui stesso a trasmettere via internet all’INPS.

Sarà lo stesso ente ad inviare il certificato al datore di lavoro e ad effettuare gli eventuali accertamenti sanitari a cui il lavoratore deve sottoporsi per valutare e controllare la patologia sofferta.

L’indennità di malattia viene erogata dall’INPS a partire dal 4° giorno, per un periodo di tempo massimo di 180 giorni e consiste nel 50% della retribuzione media per i primi 20 giorni e nel 66,66% della retribuzione per i restanti giorni fino al 180°; la parte rimanente della retribuzione rimane invece a carico del datore di lavoro.

 

Punteggio INPS per invalidità civile da ernia discale

Nelle tabelle del Decreto Ministeriale del 1992 del Ministero della Salute, utilizzate per la valutazione delle menomazioni che possono attribuire un punteggio INPS ed un’invalidità civile ad un soggetto, non sono presenti le ernie discali.

Quindi per poter attribuire un punteggio è necessario esaminare l’incidenza della lesione nella mobilità del soggetto e le limitazioni conseguenti in ambito lavorativo. E’ altresì importante valutare la necessità o meno di un intervento chirurgico e delle sue eventuali conseguenze, sia temporanee che permanenti.

Nelle tabelle sono presenti tra le infermità, le anchilosi del rachide. Si parla di anchilosi quando i movimenti di un’articolazione risultano gravemente limitati o del tutto annullati sia attivamente, sia passivamente; per rachide invece si intende la colonna vertebrale.

Parliamo di infermità ben distanti dall’ernia del disco, ma nel caso fosse necessaria una stabilizzazione chirurgica del rachide per far fronte alle conseguenze di una o più ernie discali, si utilizzerebbero i valori predisposti per l’anchilosi della colonna, per valutare per analogia la patologia sofferta.

Per un anchilosi del rachide dorsale le tabelle prevedono un’invalidità civile compresa tra 21 e 30 punti percentuali, mentre l’anchilosi del rachide lombare viene valutata tra i 31 ei 40 punti.

 

L’ernia discale come malattia professionale INAIL

Qualora l’erniazione del disco sia stata valutata come conseguenza diretta dell’attività svolta dal lavoratore, l’INAIL riconosce un punteggio al danneggiato per la patologia sofferta.

Nella tabella delle menomazioni, del Decreto Ministeriale del 12 luglio 2000, concernenti il danno biologico da infortunio sul lavoro e malattia professionale, troviamo tra le lesioni presenti, anche le ernie discali.

Con precisione, ai punti 212 e 213 l’ernia discale del tratto cervicale o del tratto lombare, con conseguenti disturbi trofico sensitivi persistenti, viene valutata con un punteggio di invalidità permanente fino a 12 punti percentuali.

L’INAIL per il danno biologico da patologia compreso tra 6 e 15 punti percentuali prevede un indennizzo in capitale, erogato una tantum al lavoratore, in base all’invalidità riconosciuta.

Nel caso in cui le patologie sofferte dovessero essere valutate con un danno biologico pari o superiore al 16%, l’ente dovrebbe invece erogare al danneggiato una rendita mensile, calcolata in base all’invalidità riscontrata e alla retribuzione annuale percepita dal lavoratore durante l’anno precedente (per comprendere nell’indennizzo anche il risarcimento del danno patrimoniale).

 

Danno biologico per ernia del disco da incidente stradale

In caso di incidente stradale, le menomazioni subite dal danneggiato vengono valutate, in sede di perizia medico legale, con l’ausilio di specifiche tabelle istituite dall’art.138 del D.Lgs. n.209 del 7 settembre 2005.

Tali elenchi vengono utilizzati per la determinazione del danno biologico permanente, in caso di responsabilità civile da circolazione dei veicoli a motore e natanti.

Nella tabella delle menomazioni macropermanenti da incidente stradale, l’ernia del disco cervicale o lombare post-traumatica, con interessamento radicolare clinicamente e strumentalmente documentato, viene valutato con un punteggio di invalidità permanente compreso tra 8 e 12 punti percentuali.