I danni provocati dal morso di un cane e il loro risarcimento sono disciplinati dall’articolo 2052 del nostro codice civile.

Tale norma prevede che i danni subiti dal danneggiato debbano essere risarciti dal proprietario dell’animale o di chi se ne serve per il tempo che lo ha in uso. Il soggetto è responsabile dell’animale sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito. Solo provando il caso fortuito il padrone del cane può liberarsi dall’obbligo del risarcimento in quanto non responsabile.


Il caso fortuito nei danni causati da animale

Esaminiamo la norma del codice civile e cerchiamo di capire cosa intende la stessa con la definizione di caso fortuito.
Per caso fortuito la nostra giurisprudenza intende un evento imprevedibile ed inevitabile. Nel nostro caso quindi, per non essere considerato responsabile, il padrone del cane non poteva prevedere il morso e soprattutto non poteva fare niente per evitarlo.
La suprema Corte di Cassazione ha inoltre chiarito con la sentenza 9037 del 15 aprile 2010 che non è sufficiente la prova di aver utilizzato la comune diligenza e prudenza nella custodia del cane per essere liberato dalla responsabilità.

L’onere probatorio del caso fortuito è a carico del padrone del cane, e quindi sarà lo stesso a dover dimostrare di non aver avuto la possibilità di prevedere ed impedire il morso dell’animale.
Il proprietario di un cane è responsabile dei danni procurati anche se l’animale è legato al guinzaglio al momento dell’evento dannoso. Sarà tenuto a risarcire tutti i danni provocati, in quanto lo strumento del guinzaglio, pur riducendo il rischio, non evita la possibilità che il cane possa causare dei danni, soprattutto in caso di animali di grossa taglia.

Ricordiamo che secondo la norma, anche se il cane fosse smarrito o fuggito, il proprietario dello stesso rimane responsabile dei danni provocati e quindi obbligato al loro risarcimento.

La giurisprudenza inoltre ritiene non vada considerato come evento imprevedibile ed inevitabile, il repentino mutamento d’umore dell’animale, anche se lo stesso in precedenza sia stato sempre mansueto e tranquillo.

In merito a questo, la Cassazione ha obbligato al risarcimento il proprietario di un cane che aveva morso un bambino dopo essere stato molestato da un gruppo di ragazzini. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha chiarito che si doveva tener conto che persone estranee possano irritare l’animale e quindi il padrone del cane dovrebbe cautelarsi per evitare il rischio del morso anche in situazioni come questa.

 


Calcolo e quantificazione del danno per morso di cane

In caso si subiscano dei danni a causa di un morso di un cane si consiglia di seguire questi passi:

  • Segnarsi le generalità del padrone del cane o di chi lo aveva in custodia al momento del fatto.
  • Avvisare se necessario le autorità, ad esempio in caso di scarsa collaborazione da parte del padrone dell’animale.
  • Recarsi ad un pronto soccorso per le cure e raccogliere tutta la documentazione medica che vi viene rilasciata nel corso del tempo.
  • Farsi assistere da un esperto in risarcimento danni che saprà seguirvi per tutto l’iter necessario per ottenere il giusto risarcimento dei danni subiti, soprattutto se ci troviamo di fronte ad una responsabilità penale da parte del danneggiante.
  • Effettuare una perizia medico legale per constatare i danni provocati dal morso e stabilire la percentuale di invalidità permanente ed inabilità temporanea per il calcolo del risarcimento del danno biologico.
  • Inoltrare la richiesta di risarcimento

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Affinché il danno possa essere risarcito secondo legge, è necessario provare il collegamento causale tra il fatto dell’animale e la lesione subita. Tale prova è ovviamente a carico del danneggiato.

La quantificazione delle lesioni subite verrà effettuata da un medico legale, attraverso una perizia, con la quale si accerteranno i punti percentuali di invalidità permanente riscontrata e linabilità temporanea di cui ha sofferto il danneggiato. Elementi indispensabili per determinare il risarcimento del danno biologico.

Affidarsi ad un avvocato ci aiuterà ad ottenere tutte le tipologie di risarcimento che ci spettano come i danni morali e/o esistenziali. Rientrano tra i danni risarcibili ovviamente anche tutte le spese mediche e i danni patrimoniali che il danneggiato ha dovuto patire a causa della lesione subita (giorni di lavori persi, mancato guadagno, ecc.).

Sono tanti i casi in cui i proprietari dell’animale sono stati costretti a pagare decine e decine di migliaia di euro per risarcire i danni provocati dal morso di un loro cane.
Ad esempio il Tribunale di Trento ha condannato il responsabile ad un risarcimento del danno superiore a 90 mila euro per il morso del suo cane. L’animale ha provocato alla danneggiata un’invalidità permanente del 23% a causa della perdita parziale della funzione di opposizione del primo dito conseguente ad una profonda ferita alla mano sinistra provocata dai morsi del cane.