L’ora di educazione fisica per molti studenti è il momento più divertente della settimana scolastica.

La materia di educazione motoria prevede movimenti ed attività sportive e quindi può capitare che un alunno subisca un infortunio sportivo durante il suo svolgimento.

Vediamo insieme in quali casi la scuola può essere ritenuta responsabile dell’incidente e quindi obbligata al risarcimento dei danni subiti dallo studente infortunato.

La responsabilità civile della scuola

La responsabilità civile della scuola è disciplinata dall’art.2048 del codice civile, che prevede gli obblighi di sorveglianza e di tutela da parte dell’istituto nei confronti dei propri allievi.

Tale norma prevede che i precettori (maestri ed insegnanti) siano responsabili dei danni provocati dal fatto illecito dei loro alunni durante il periodo in cui essi sono sotto la loro vigilanza.

La norma termina specificando che l’insegnante, per liberarsi dalla responsabilità, deve necessariamente dimostrare che l’evento lesivo sia avvenuto senza che egli abbia potuto impedirlo e cioè che l’infortunio si sia verificato per un caso fortuito.

Per approfondimenti generali, anche per gli incidenti occorsi non durante l’ora di educazione fisica, si consiglia l’articolo sul risarcimento per gli infortuni scolastici dell’alunno.

 

La responsabilità della scuola durante l’ora educazione fisica

Nello specifico, per quanto riguarda l’ora di educazione fisica la scuola risponde solo in determinati casi:

  • quando il danno subito dall’alunno sia diretta conseguenza di un fatto illecito di un altro studente;
  • quando la scuola non abbia adottato tutte le misure necessarie per garantire l’incolumità dei propri studenti e quindi non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare l’evento lesivo (Cassazione, sentenza n.20743 del 2009 e sentenza n.2027 del 1984).

Per fatto illecito di un altro studente si intende quando la condotta dello stesso sia caratterizzata da un grado di irruenza e violenza non compatibili con l’età e la struttura fisica dei compagni di scuola o con il contesto scolastico.

Quindi, una normale condotta di gioco, un urto accidentale o un’azione compatibile con il contesto ambientale, anche se abbia provocato dei danni a terzi non può comunque configurarsi nella definizione di illecito e quindi essere oggetto di una richiesta di risarcimento da parte del soggetto danneggiato nei confronti dell’istituto scolastico (sentenza Tribunale Tivoli n.283 del 2017).

Per quanto riguarda invece l’obbligo di garantire l’incolumità dello studente, qualora l’evento dannoso si sia verificato a causa di attrezzature non idonee o pericolose, la scuola è tenuta al risarcimento di tutti i danni subiti dall’alunno.

 

Infortunio durante una partita di pallavolo

Il tribunale del lavoro di Potenza con una sentenza del 2017, si è espresso in merito alla vicenda di un alunno che durante una partita di pallavolo, nell’ora di educazione fisica, riportava la lussazione della spalla destra a causa di una violenta battuta di un altro studente.

La scuola, nelle vesti del Ministero dell’istruzione e dell’università (Miur) era stata portata in giudizio dai genitori dell’alunno danneggiato in quanto considerata responsabile dell’evento dannoso.

Tuttavia i giudici non hanno ravvisato una responsabilità da parte dell’istituto scolastico in quanto l’incidente è stato considerato avvenuto per una normale azione di gioco, con un’irruenza compatibile con l’esercitazione sportiva e per un caso fortuito non prevedibile, secondo buon senso, dagli insegnanti.

L’obbligo di sorveglianza e tutela che vige in capo al personale scolastico non poteva comunque impedire l’infortunio e non è stata inoltre ravvisata dal tribunale nessuna omissione nel garantire l’incolumità degli alunni.

La condotta del compagno che ha effettuato la battuta, da cui è scaturito l’infortunio non è stato considerata un illecito, di conseguenza, la richiesta di risarcimento è stata rigettata, in quando l’evento dannoso è stato considerato assolutamente imprevedibile e quindi imputabile unicamente ad un caso fortuito.

 

Il caso fortuito durante l’ora di scienze motorie e sportive

Come abbiamo precedentemente detto, la norma del codice civile specifica che l’insegnante non può considerarsi responsabile dei danni subiti dai propri alunni quando l’evento lesivo si sia verificato per un caso fortuito, anche se occorso durante la sua ora di lezione.

Per caso fortuito la giurisprudenza intende quell’evento imprevedibile, che anche pur adottando un’impeccabile diligenza non si sarebbe potuto evitare.

Quindi la scuola e l’insegnante, per i quali risponde il Ministero dell’istruzione e dell’università, non possono ritenersi responsabili per i danni subiti dagli alunni durante la normale attività sportiva di educazione fisica, qualora non sussistano negligenze o violazioni sull’obbligo di vigilanza e di sorveglianza o se l’evento lesivo non sia dipeso dall’uso di attrezzature pericolose e non idonee al contesto scolastico.

 

La copertura INAIL per gli infortuni durante l’educazione fisica

Con la circolare n.19 del 4 aprile 2006 l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro dispone che tutti gli alunni delle scuole elementari e medie, pubbliche e private, siano assicurati dall’INAIL anche per gli infortuni che si verificano durante le esercitazioni di scienze motorie e sportive (di cui fa parte l’ora di educazione fisica).

Il pagamento del premio assicurativo nelle scuole statali viene attuato mediante la gestione per conto dello Stato (D.P.R: n.1124 del 196 e Decreto Ministeriale del 10 ottobre 1985), mentre nelle scuole non statali il pagamento è previsto annualmente per persona.

Sarà compito dell’Inail verificare che l’evento lesivo subito dall’alunno rientri tra i casi risarcibili ed in caso di esito positivo, sottoporrà l’infortunato a perizia medico legale per stabilire il danno biologico subito e l’eventuale percentuale di invalidità; elementi indispensabili per determinare l’ammontare dell’indennizzo economico.

 

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L’onere della prova per l’infortunio scolastico

Per ottenere, oltre all’indennizzo erogato dall’INAIL, anche un risarcimento per responsabilità dell’istituto scolastico, lo studente danneggiato durante l’ora di educazione fisica ha l’onere di dimostrare che l’evento lesivo sia stato causato dalla condotta illecita di un altro studente e dalla negligenza della scuola nell’attuare tutte le misure necessarie per garantire l’incolumità dei propri alunni oppure da un’omissione dell’obbligo di vigilanza da parte del personale scolastico.

La scuola invece, come abbiamo anche già accennato precedentemente, per liberarsi dalla responsabilità dell’accaduto, ha l’onere di dimostrare il caso fortuito, ossia che l’evento dannoso non si sarebbe potuto comunque evitare anche con la dovuta diligenza, nonostante l’adozione di tutte le misure e le cautele necessarie.