L’ambiente di una discoteca è spesso caratterizzato da luci basse, confusione, bicchieri colmi e persone che ballano.

Ci sono tutti gli ingredienti per una caduta o un infortunio in pista. Eventuali danni provocati da uno scivolone in discoteca possono essere oggetto di risarcimento nei confronti del titolare del locale?

Responsabilità, obblighi e risarcimenti per infortuni in discoteca

L’articolo di legge da prendere in considerazione, in casi come questo, è il 2051 del nostro Codice civile, il quale recita che ciascuno è responsabile dei danni causati dalle cose che ha in custodia.

Per liberarsi da tale responsabilità, la norma prevede che il custode debba dimostrare il caso fortuito, ossia che il danno si sia verificato per una colpa del soggetto danneggiato o per colpa di un terzo soggetto o per un evento fuori da ogni previsione o per cause di forza maggiore (quando il danno non era umanamente evitabile).

Il custode di una discoteca è colui che ha il potere di fatto sulla cosa, nella maggior parte dei casi è il proprietario del locale. Esso ha l’obbligo di eliminare tutti i pericoli che la cosa in custodia può provocare a terzi e risponde dei danni eventualmente prodotti, in quanto ne risponde oggettivamente a prescindere da una sua colpa o da una sua mancata diligenza (responsabilità oggettiva).

Di conseguenza, il proprietario di una discoteca ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie affinché siano evitati tutti i possibili pericoli ed i rischi prevedibili (ad esclusione di, come detto prima, del caso fortuito, in quanto eventi non prevedibili pur utilizzano la normale diligenza).

Il danneggiato dal canto suo ha invece l’onere di dimostrare il nesso causale tra i danni patiti e la cosa in custodia, anche in via presuntiva, ossia dimostrare che l’evento lesivo subito sia stato causato esclusivamente dalla pericolosità dello stato della cosa; in questa specifica situazione che stiamo prendendo in considerazione, da elementi della discoteca (pavimenti, scale, bagni, ecc.).

L’obbligo per il custode di risarcire i danni causati dalla cosa in custodia, ovviamente non vale solo per le discoteche ed i locali notturni; come abbiamo visto anche in precedenti articoli, si applicano le stesse normative anche ad esempio per il risarcimento per caduta in supermercati e negozi e per il risarcimento per infortuni subiti in alberghi e campeggi.

 

Risarcimento per caduta in discoteca

Nel 2006, una sentenza del tribunale di Padova ha condannato il gestore di una discoteca al pagamento di un risarcimento pari a 53.192,93 euro per i danni patiti da una sua cliente a causa di una caduta dovuta al pavimento scivoloso del locale.

La ragazza dirigendosi verso il bagno del locale scivolò a causa del pavimento bagnato; le testimonianze e gli accertamenti dimostrarono che la caduta fosse stata provocata dalla presenza nel pavimento di acqua, cocktail ed urina.

La cliente nella caduta si procurò la frattura della tibia e del perone che le costarono un periodo di inabilità pari a 134 giorni divisi tra cure e riabilitazione.

Il giudice ha riscontrato una negligenza nella condotta del gestore del locale, data l’assenza di un idoneo servizio di pulizia e la mancanza di un avviso o un segnale di pericolosità dello stato del pavimento, il quale dagli accertamenti è risultato anche poco illuminato.

Il gestore del locale, come abbiamo precedentemente detto, deve garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri utenti adottando tutte le misure necessarie per evitare danni a terzi (come ad esempio effettuare trattamenti antiscivolo per i pavimenti).

Un pavimento bagnato e scivoloso, scarsamente illuminato e senza nessun segnale di pericolo ravvisa sicuramente una negligenza da parte del titolare e quindi esso risponde di tutti i danni che quest’insidia può causare a terzi.

Il giudice per la valutazione delle lesioni patite dal cliente e per la loro quantificazione in termini monetari ha utilizzato le tabelle del Tribunale di Milano sul danno biologico non patrimoniale.

 

Risarcimento per risse in discoteca

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.8128 del 2009, ha considerato responsabile il proprietario di una discoteca e quindi condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, per le lesioni subite da un cliente, a causa di una rissa scoppiata all’uscita del suo locale.

Uno dei ragazzi presente nella rissa, che si era scatenata negli spazi antistanti del locale, ero finito contro una recinzione, la quale aveva la funzione di impedire la caduta in una strada sottostante.

Tuttavia la staccionata non era stata in grado di bloccare il ragazzo perché era troppo bassa e lo stesso cadendo aveva riportato lesione gravissime, le quali purtroppo lo hanno successivamente portato alla morte.

Il gestore della discoteca è stato riconosciuto colpevole per un’omessa predisposizione di un’adeguata recinzione (l’altezza era notevolmente inferiore rispetto a quella richiesta dal regolamento locale).

Infatti secondo la Corte di Cassazione, il titolare di una discoteca deve adottare tutte le misure necessarie ad evitare possibili danni a terzi, anche nel caso in cui scoppi un rissa negli spazi antistanti il locale.

Un tafferuglio e un diverbio fuori da un locale notturno non è da considerarsi un evento imprevedibile, tutt’altro, di conseguenza il gestore è obbligato a mettere in sicurezza anche gli spiazzi di pertinenza della discoteca, mettendo in conto e quindi prevedendo anche possibili risse tra clienti.

La rissa è stata considerata dalla Cassazione una concausa del danno, mentre la staccionata troppo bassa ha reso inevitabile la caduta del cliente che altrimenti avrebbe trovato riparo, se fossero stati rispettati i requisiti di sicurezza, di conseguenza il gestore del locale è stato condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai genitori del ragazzo.

 

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Danni risarcibili e raccolta delle prove

I danni risarcibili sono tutti quelli patiti dal soggetto a causa della lesioni riportate. Fanno parte dei danni oggetto di risarcimento, sia quelli patrimoniali, ossia quelli che riguardano la sfera economica e reddituale del soggetto, sia i danni non patrimoniali, cioè il danno biologico, il danno morale e quello esistenziale.

Per fare un esempio, un libero professionista in caso di incidente in discoteca, ha diritto di essere risarcito oltre che per i danni fisici patiti, anche per i danni patrimoniali da lucro cessante e danno emergente, cioè tutte quelle spese e quei mancati guadagni che l’incidente e l’assenza forzata dal lavoro per infortunio gli hanno procurato.

Come abbiamo precedentemente visto, dimostrare un nesso causale tra i danni subiti ed il locale è fondamentale per ottenere un risarcimento.

E’ sempre consigliato fotografare l’insidia che ha provocato il danno (uno scalino rotto, la presenza di liquidi nel pavimento, una mattonella mobile, la scarsa illuminazione ecc.), avvisare immediatamente il titolare dell’infortunio patito ed attestare prontamente le lesioni subite attraverso il certificato di un pronto soccorso.

Raccogliere i nominativi delle persone che hanno assistito l’incidente può anch’esso essere molto utile per dimostrare il nesso causale.

Inoltre è molto importante conservare tutti i certificati medici relativi a cure, diagnosi, farmaci e terapie inerenti l’infortunio e tutti gli scontrini delle spese mediche effettuate, sia per provare l’incidente, sia per quantificare al meglio i danni patrimoniali.

I danni fisici invece saranno valutati tramite una perizia medico legale e quantificati in termini di invalidità permanente e di inabilità temporanea.