Per ottenere il giusto risarcimento da incidente stradale con feriti è necessario che il danneggiato si procuri e conservi tutti i documenti ed i certificati medici inerenti l’infortunio subito.

Inoltre, l’articolo 139 del Codice delle assicurazioni private al comma 2, così come modificato dal Decreto Legge n.1 del 24 gennaio 2012, specifica che le lesioni di lieve entità, per dar diritto all’ottenimento di un risarcimento per danno biologico permanente, devono essere suscettibili di accertamento clinico strumentale.

Per quanto riguarda invece le lesioni di non lieve entità (danno biologico macropermanente), l’articolo 138 che li disciplina, non fa alcun riferimento alla necessità o meglio l’obbligo di dover dimostrare le menomazioni patite attraverso un’indagine strumentale.

Cosa sono le lesioni di lieve entità?

Le lesioni di lieve entità da incidente stradale, cioè quelle che danno luogo ad un danno biologico micropermanente, sono quelle menomazioni che comportano, al soggetto danneggiato, un punteggio di invalidità temporanea o permanente pari o inferiore a 9 punti percentuali.

La legge sopracitata dispone che, la vittima di un incidente stradale, se subisce danni fisici di lieve entità, per ottenere un risarcimento di tali lesioni, deve dimostrarle con un riscontro clinico, ossia devono essere provate con un’indagine strumentale.

Per indagine strumentale si intende l’esame medico effettuato con l’utilizzo di quegli strumenti ed apparecchiature, messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica, per diagnosticare le patologie nell’uomo, come ad esempio la radiografia, l’ecografia, la risonanza magnetica, la TAC, l’endoscopia, ecc.

L’esempio più frequente, di quanto detto a proposito di danni micropermanenti di lieve entità, si verifica nel risarcimento per colpo di frusta, ossia quando un soggetto subisce una distorsione del rachide cervicale, a causa di un sinistro stradale.

Il colpo di frusta, prima della modifica del’art.139 del Codice delle assicurazioni private, poteva essere diagnosticato dal medico anche basandosi esclusivamente sui sintomi sofferti dal danneggiato, senza l’utilizzo di esami strumentali.

Ora la nuova legge invece specifica che, per ottenere un risarcimento, il danno di lieve entità deve essere visibile e diagnosticato attraverso un accertamento clinico strumentale.
Tuttavia…

 

La Cassazione sugli esami per i danni di lieve entità

Nella sentenza della Cassazione Civile, Sezione III n.1272 del 19 gennaio 2018, la Corte ha stabilito che l’esame clinico strumentale non è l’unico mezzo utilizzabile per accertare una lesione di lieve entità.

La Cassazione precisa che è solo l’accertamento medico legale a stabilire la sussistenza di una lesione e la sua quantificazione in punti percentuali, ed aggiunge inoltre che questo accertamento non può essere limitato da un vincolo probatorio come l’indagine strumentale.

La norma del Codice delle assicurazioni, prosegue la Corte, deve essere interpretata diversamente, ossia che l’accertamento deve essere svolto, sì con rigore ed oggettività, ma l’indagine strumentale non deve essere considerata come l’unico mezzo probatorio per l’ottenimento di un risarcimento, tranne nei casi in cui la lesione sia difficilmente verificabile con la sola visita medico legale.

Per la Corte di Cassazione quindi il risarcimento per danni di lieve entità è dovuto anche senza radiografie o altri indagini strumentali, nonostante la modifica del 2012.

L’accertamento del medico può bastare anche senza un’indagine strumentale, se lo stesso ritiene veritiera la sintomatologia sofferta dal danneggiato, e quindi il danno deve essere risarcito.

Ricordiamo che il medico svolge il ruolo di un pubblico ufficiale e di conseguenza non può dichiarare il falso.

 

I certificati medici utili per il risarcimento

Come abbiamo detto in precedenza, per ottenere il più giusto e completo risarcimento dei danni subiti è importante conservare tutti i certificati medici che ci vengono consegnati nel corso dell’infortunio.

Ad esempio: il certificato del pronto soccorso, i certificati del proprio medico di base, le prescrizioni dei medicinali, farmaci e relativi scontrini, gli interventi effettuati, i piani di riabilitazione e di fisioterapia, la perizia di un medico legale di parte, le diagnosi ed i certificati degli esami strumentali svolti nel corso della malattia, ecc.

Tutti questi certificati serviranno al medico legale, incaricato dall’assicurazione, per effettuare una più precisa perizia e per constatare con esattezza tutte le lesioni patite dal soggetto danneggiato a causa del sinistro stradale, per poi quindi stabilire e certificare un punteggio percentuale di invalidità permanente e un periodo di inabilità temporanea.

In base a questi punteggi, l’assicurazione calcolerà l’equivalente in denaro per il risarcimento dei danni.

Il paziente, prima di sottoporsi alla perizia medico legale dell’assicurazione per ottenere il risarcimento, dovrà attendere di essere guarito definitivamente, condizione che viene certificata con l’attestazione di completa guarigione e fine malattia redatta dal proprio medico di base o da un altro medico di una struttura pubblica.

 

Prognosi dopo incidente e prolungamento della malattia

La prima prognosi, ossia il periodo necessario per guarire dalle lesioni subite (che nella maggior parte dei casi viene stabilito dal certificato del pronto soccorso), può essere aumentata qualora la malattia non risulti ancora del tutto guarita. Il danneggiato può farsi rilasciare un certificato di continuazione della malattia a seguito di un nuovo controllo da parte del medico.

Con questo certificato il medico certifica il prolungamento della malattia del proprio pazienta e stabilisce quindi un nuovo periodo di prognosi. Questo certificato viene utilizzato per aumentare il periodo di malattia anche a livello lavorativo, in questo lasso di tempo infatti il soggetto è giustificato ad assentarsi dal lavoro, qualora le menomazioni subite gli impedissero di svolgere la propria mansione.

Ricordiamo che ogni giorno di danno biologico temporaneo viene risarcito con una quota prefissata dalla legge e che varia in base alla percentuale di invalidità riscontrata nel soggetto, micropermanente (fino al 9% di invalidità) o macropermanente (superiore al 9%).

Inoltre le lesioni con prognosi superiore a 40 giorni sono definite lesioni gravi, secondo l’art.583 del codice penale in materia di lesioni da incidente stradale e comportano pene più severe per il responsabile del sinistro.

 

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La perizia medico legale di parte

In caso di danni fisici, soprattutto di una certa entità, è altamente consigliabile effettuare una visita medico legale di parte, presso un professionista di nostra fiducia.

La relazione del medico legale certifica, a guarigione avvenuta, le lesioni riportate dal soggetto e i relativi ed eventuali postumi permanenti, in base alla documentazione medica e all’obiettività clinica.

Tale perizia ci permetterà di valutare al meglio la successiva proposta risarcitoria dell’assicurazione e soprattutto sarà un utile strumento di comparazione da poter contrapporre alla valutazione del medico legale incaricato dalla compagnia assicurativa.