La categoria dei motociclisti si trova ai primi posti nelle classifiche stilate dall’Istat sui sinistri stradali con feriti o morti che accadono ogni anno in Italia.

Secondo i dati analizzati, le cause più frequenti di incidente stradale in moto, sono dovute alla distrazione, al mancato rispetto della precedenza e all’eccesso di velocità.

I conducenti di ciclomotori e motocicli in caso di incidente sono più esposti ad infortuni fisici rispetto ai “colleghi” su quattro ruote; gli urti più frequenti sono quelli di tipo frontale e laterale, in minor numero quelli da tamponamento.

Le lesioni da sinistro stradale in moto

Le lesioni fisiche riportate a causa di una caduta o di un urto in moto, nella maggior parte delle volte, sono provocate dal contatto del conducente con altri corpi esterni: barriere laterali, pali, auto in sosta ecc. e le parti anatomiche più frequentemente colpite da contusioni ed escoriazioni, sono quelle più scoperte: gli arti superiori (spalla, gomito, polso, ecc.) e quelli inferiori (ginocchio, caviglia, ecc.).

Il cranio è presente tra le zone più soggette a fratture ed emorragie in caso di incidente; l’importanza dell’uso del casco è fondamentale, le lesioni cerebrali nelle collisioni tra veicoli avvengono principalmente per l’impatto del capo contro le parte rigide di un veicolo (parabrezza ad esempio) o contro infrastrutture ed ostacoli della città.

Il casco può evitare o senz’altro ridurre le conseguenze lesive di un trauma cranico, i cui effetti sul cervello possono provocare deformazioni e lesioni complesse.

Il tronco, analizzando la frequenza delle sedi delle lesioni da incidenti stradali, risulta spesso soggetto a contusioni ed escoriazioni, meno probabili invece le lesioni agli organi interni (che si verificano quasi esclusivamente negli urto fronto-laterali e praticamente mai in caso di tamponamento).

Dagli studi di medicina legale e di biomeccanica si evince, come prevedibile, un’elevata correlazione tra la gravità delle ferite riportate e la velocità di impatto; per quanto riguarda invece la sede delle lesioni, le regioni più colpite sono gli arti inferiori, indipendentemente dalla velocità.

 

Cosa fare in caso di incidente stradale in moto

La prima cosa da fare è capire come stiamo fisicamente. In caso di gravi infortuni alla schiena o al collo sarebbe meglio non tentare di muoverci, o di farci muovere, prima dell’arrivo dei soccorsi (i movimenti inadeguati di un collo con una vertebra fratturata, ad esempio, possono causare seri danni al midollo spinale con gravissime conseguenze).

Se stiamo fisicamente a posto, è importante cercare di chiarire la dinamica dell’incidente con la controparte.

Se pensiamo di essere nella ragione, ma l’altro conducente non sembra collaborativo, converrà far intervenire sul posto le forze dell’ordine.

E’ importante non spostare i veicoli dalla posizione in cui si trovano, meglio attendere l’arrivo delle autorità che, con le loro rilevazioni ed accertamenti, stabiliranno la dinamica del sinistro nei verbali.

Se invece, la controparte si assume la responsabilità dell’accaduto, sarà importante compilare il modulo blu di constatazione amichevole di incidente e farglielo controfirmare, raccogliere le generalità dei testimoni che hanno assistito al sinistro e fare attenzione a riportare con esattezza tutti i dati relativi all’incidente.

Se non si disponesse del modulo blu, possiamo annotare i dati su un foglio bianco, anche in questo caso sarebbe utile apporre la firma di entrambi i conducenti.

 

I danni risarcibili

A seguito di un sinistro, i danni patiti dal motociclista che possono essere oggetto di richiesta di risarcimento sono essenzialmente di due tipi:

  • i danni patrimoniali: quando viene intaccata la nostra sfera economica e reddituale (riparazione del mezzo, spese di cura per le lesioni patite, giorni di lavoro persi, ecc.);
  • i danni non patrimoniali: quando subiamo delle lesioni alla nostra integrità psicofisica.

Fanno parte dei danni non patrimoniali, il danno biologico (espresso in percentuali di invalidità permanente o periodi di tempo di inabilità temporanea), il danno morale (per l’ansia e la sofferenza patita) e il danno esistenziale (per la modifica in negativo delle proprie abitudini di vita).

Per il risarcimento dei danni patrimoniali da danno emergente, sarà sufficiente conservare tutti gli scontrini e le fatture dei costi sostenuti a causa dell’incidente stradale.

Per la liquidazione dei danni biologici sarà invece necessario effettuare una perizia medico legale per constatare e certificare le menomazioni subite e il loro impatto temporaneo o permanente sulla nostra salute psicofisica.

 

La richiesta di risarcimento danni

Dal primo febbraio 2007 è in vigore la procedura di indennizzo diretto, grazia alla quale l’assicurato vittima di un incidente, può chiedere il risarcimento direttamente alla propria assicurazione, quando siano soddisfatti certi requisiti.

Qualora il risarcimento diretto non fosse possibile, soprattutto in caso di lesioni di grave entità, si dovrà ricorrere alla procedura tradizionale e quindi la richiesta di risarcimento andrà indirizzata alla compagnia assicurativa del veicolo della controparte.

Verrà incaricato un perito che farà tutti gli accertamenti sui danni subiti e sulle dinamiche dell’incidente e successivamente ci verrà offerta una somma a titolo di risarcimento.

Qualora non ritenessimo adeguata l’offerta di risarcimento, potremo effettuare un reclamo alla compagnia, applicare una procedura di conciliazione o adire per vie legali e giudiziarie.

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Incidente in moto con auto estera o non assicurata

Se il veicolo che ha causato l’incidente fosse sprovvisto di polizza assicurativa obbligatoria oppure non identificato perché fuggito dal luogo del sinistro, il motociclista danneggiato può rivolgersi al Fondo di Garanzia Vittime della Strada per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

In caso di sinistro in Italia con un veicolo immatricolato all’estero e all’interno del sistema della Carta Verde, la denuncia e la richiesta di risarcimento andrà inviata all’Ufficio Centrale Italiano che provvederà alla liquidazione dei danni attraverso una compagnia italiana incaricata.

La richiesta può essere fatta tramite lettera raccomandata presso la sede U.C.I. in corso Sempione,39 -20154 Milano o tramite posta elettronica certificata all’indirizzo email uci@pec.ucimi.it.

Se invece l’incidente dovesse avvenire all’estero, in un paese facente parte del sistema della Carta Verde, la richiesta di risarcimento andrebbe inviata al mandatario nominato in Italia dall’assicurazione estera. Per individuare il soggetto mandatario si consiglia di contattare la Consap al numero 06/8579.6415 (lun-ven 9.00/17.00).

Infine, in caso di incidente stradale con auto immatricolata al di fuori dello spazio economico europeo, la richiesta dovrà essere inviata alla compagnia assicurativa del veicolo responsabile o al Bureau della nazione in cui si è verificato il sinistro (nel caso la collisione si sia stata causata da un veicolo immatricolato in un Paese diverso da quello in cui ci si trovi).

 

Il passeggero negli incidenti in moto

Il terzo trasportato, in caso di sinistro stradale in moto, ha sempre diritto al risarcimento dei danni subiti da parte della compagnia d’assicurazioni del motociclo su cui viaggiava.

Tale diritto vige anche in caso di incidente con torto da parte del conducente del motociclo, la richiesta di risarcimenti andrà sempre rivolta all’assicurazione del proprietario della moto.

Per ottenere il risarcimento, il passeggero dovrà dimostrare, oltre ovviamente alla presenza dei danni, anche il nesso causale tra le lesioni patite e l’incidente stradale.

Così come stabilito da una sentenza della Cassazione, la n.20654 del 2016, il terzo trasportato, per ottenere un risarcimento, deve dimostrare di essersi trovato a bordo della moto al momento del sinistro e che i danni patiti siano conseguenti dello stesso.

 

Il concorso di colpa

Secondo l’art. 2054 del nostro Codice Civile, in caso di incidente stradale tra veicoli, si presume sempre una responsabilità paritaria delle controparti, ossia fino a prova contraria, in un sinistro tra una moto ed un auto, si ritengono responsabili entrambi i conducenti al 50%.

Sarà la constatazione amichevole, se compilata, le testimonianze raccolte e i verbali redatti dalle forze dell’ordine intervenute, a stabilire la dinamica dell’incidente e quindi a decretare i responsabili del sinistro e in quali percentuali.

Ricordiamo che in caso ci venga addebitata una percentuale di responsabilità, il risarcimento a cui avremo diritto, sarà diminuito di tale ammontare.

Tra i casi di concorso di colpa, oltre alle più frequenti violazioni del codice della strada (semaforo rosso, distanza di sicurezza non mantenuta, eccesso di velocità o mancata precedenza), rientrano anche l’utilizzo del cellulare mentre si guida la moto o il mancato utilizzo del casco, in caso si riportino dei danni fisici a causa di questa inosservanza.

 

Incidente mortale in motociclo

Anche in questa tragica classifica, nonostante un calo rispetto all’anno precedente, i conducenti di motocicli sono la categoria al primo posto negli incidenti mortali in Italia.

I danni risarcibili in caso di decesso del motociclista sono:

  • il danno da perdita parentale, riconosciuto ai prossimi congiunti della vittima e calcolato sulla base di specifiche tabelle per la sofferenza e il turbamento sopportati in seguito alla morte del parente;
  • il danno biologico terminale, riconosciuto iure hereditats agli eredi, per il danno biologico patito dalla vittima per il periodo di tempo compreso tra il fatto illecito ed il momento del decesso;
  • i danni patrimoniali da danno emergente e lucro cessante, per le perdite economiche già patite e che saranno patite in futuro dai congiunti a causa dell’incidente stradale mortale.