Quando si va in pensione?

La riforma delle pensioni attuata con la manovra finanziaria del 2010 ha confuso le idee a molti contribuenti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Quando si può andare in pensione ?

Il diritto alla pensione matura quando si raggiunge un numero minimo di anni di contributi e di età anagrafica : la somma dei due fattori non può essere inferiore a una specifica quota, che al momento cresce annualmente.

Per i lavoratori dipendenti, per il 2011 e fino al 31 dicembre 2012 il valore della quota è 96 con età minima non inferiore a 60 anni (quindi con almeno (96-60) 36 anni di contributi); dal 2013 occorrerà avere 61 anni e quota 97; dal 1° gennaio 2015 per tutti i lavoratori l’età pensionabile crescerà automaticamente tenendo conto dell’incremento della speranza di vita calcolata dall’Istat.

Per i lavoratori autonomi la quota è fissata a 97 con età minima 61 fino al 31 dicembre 2012 mentre dal 1° gennaio 2013 si dovranno avere 62 anni e quota 98.

Si potrà comunque andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, quando si maturano almeno 40 anni di contributi.

Finestre mobili, cosa sono ?

Chi ha maturato il diritto pensionistico prima del 2011 ha iniziato a percepire la pensione da date prestabilite: gennaio e luglio per le pensioni di anzianità (anni di contributi) , e  gennaio,aprile, luglio e ottobre per le pensioni di vecchiaia (età anagrafica).

Con l’introduzione delle Finestre Mobili della riforma finanziaria i lavoratori dipendenti dovranno attendere 12 mesi tra la maturazione del requisito al pensionamento effettivo; per i lavoratori autonomi l’attesa aumenta fino a 18 mesi. Semplificando consiste nel lavorare rispettivamente  un anno in più per i lavoratori dipendenti e un anno e mezzo in più per gli autonomi.

Nel prossimo articolo tratterò le differenze tra il sistema contributivo, retributivo e misto.

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